[…] sono stati espropriati dei loro poteri i dirigenti, dei loro diritti i calciatori. È un golpe che li mortifica, ma scrive una pagina nuova, non esemplare perché segna il trionfo della demagogia, delle minacce, di un assedio. Tenere una squadra prigioniera negli spogliatoi per quattro ore è violenza, dimostra quanto sia potente e temuta una tifoseria organizzata ma non compromessa da rapporti preferenziali con i dirigenti.

Una crisi lunga due mesi

i tifosi del Napoli non hanno gradito l’ennesima sconfitta ed hanno protestato, senza scontri di nessun tipo, per il poco impegno mostrato secondo loro dalla società (che mancherebbe di programmazione) e dai calciatori (che sarebbero habitué delle notti in bianco campane).

ora, se:

  • i tifosi di calcio in italia hanno una maniera storicamente incivile di esprimere la propria opinione;
  • parimenti, quasi sempre le voci che girano in una città su questo o quel calciatore corrispondono al vero molto più delle versioni edulcorate dei giornali;
  • società, allenatore e team non ci stanno capendo granché mentre fino ad un paio di mesi fa si sognava la (si vendeva alla gente il sogno della) Champions;
  • i tifosi sono non collusi con alcun potere, depurati delle frange più estreme, chiaramente qualunquisti come tutte le folle ma sostanzialmente pacifici ed accettabilmente civili;
  • tutto questo è esplicitamente scritto nello stesso articolo di repubblica

spieghi il candidato in che modo si sostanzia, si motiva e si contestualizza il succitato passaggio dell’estensore dell’articolo (tutto molto pittoresco, però, senza dubbio).

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